La Balena Gialla srls è molto più di una azienda di servizi: siamo un collettivo di professioniste e professionisti che ha
scelto di mettere competenze tecniche e creative al servizio del cambiamento sociale.
Viviamo in un’epoca di crisi multiple — climatica, sociale, economica — che richiedono risposte collettive e innovative.
Le organizzazioni non profit sono spesso in prima linea in queste battaglie, ma si trovano a competere per l’attenzione e le risorse in un panorama mediatico dominato da logiche commerciali e algoritmi che premiano il sensazionalismo.
Crediamo fermamente che le organizzazioni del terzo settore, i movimenti sociali, le cooperative, le associazioni e tutti i soggetti che lavorano per la giustizia sociale abbiano bisogno di strumenti professionali per amplificare la loro voce e raggiungere i loro obiettivi. Troppo spesso queste realtà, pur avendo progetti di valore inestimabile, faticano a comunicare efficacemente e a gestire in modo ottimale le proprie risorse e i propri processi.
La Balena Gialla nasce per colmare questo gap: mettendo la nostra expertise in comunicazione digitale, gestione progetti, sviluppo tecnologico e strategia organizzativa al servizio di chi lavora per un mondo più giusto, sostenibile e inclusivo.
Vogliamo essere catalizzatori di questa trasformazione: non solo fornendo servizi, ma contribuendo a costruire una cultura della collaborazione, della condivisione delle competenze e del supporto reciproco tra le realtà che operano per il cambiamento sociale.
Il nostro codice etico non è solo un documento: è la bussola che orienta ogni nostra decisione. Quando scegliamo con chi lavorare, come strutturare i progetti, quali tecnologie utilizzare, facciamo sempre riferimento ai nostri principi fondamentali.
Questo significa che:
Facciamo il possibile perché ogni organizzazione che supportiamo diventi più efficace nel perseguire la propria missione sociale. Non misuriamo il successo solo in termini economici, ma guardiamo soprattutto all’impatto sociale generato: quante persone sono state raggiunte dai messaggi di sensibilizzazione, quanti progetti di giustizia sociale hanno potuto svilupparsi, quanto territorio è stato protetto, quante comunità sono state rafforzate.
Per noi l’etica non è una dichiarazione da esibire, ma un criterio di progetto. È il modo in cui scegliamo con chi lavorare, quali strumenti usare, quali linguaggi evitare, quali relazioni proteggere e quale idea di società contribuiamo a rendere possibile.
Rifiutiamo ogni forma di autoritarismo, razzismo, sessismo, omobitransfobia, abilismo, ageismo, classismo e discriminazione basata sul corpo, sull’identità, sull’origine, sulle condizioni sociali o sugli stili cognitivi.
Riconosciamo che le disuguaglianze non agiscono mai da sole, ma si intrecciano nelle vite reali delle persone. Per questo adottiamo uno sguardo attento alle oppressioni multiple, ai contesti e alle voci meno ascoltate.
Crediamo nel diritto delle persone e delle comunità a decidere del proprio futuro. Privilegiamo pratiche di cura, empowerment, mediazione, riparazione e trasformazione dei conflitti, invece di approcci paternalistici o punitivi.
Privilegiamo cooperazione, equità, redistribuzione delle risorse e modelli economici orientati al benessere collettivo. Rifiutiamo pratiche estrattive, speculative o fondate sullo sfruttamento delle persone e dei territori.
Ci opponiamo alla cultura della violenza, della guerra e della sopraffazione. Promuoviamo pratiche nonviolente, dialogo, responsabilità collettiva e gestione pacifica dei conflitti.
Riconosciamo il legame tra crisi ambientale e disuguaglianze sociali. Promuoviamo sobrietà, riduzione degli sprechi, consumo consapevole, economia circolare, riduzione dell’impatto energetico e attenzione all’impronta carbonica.
Consideriamo il rapporto con gli animali, gli ecosistemi e il mondo naturale parte integrante della nostra responsabilità etica. Evitiamo pratiche che producano sofferenza non necessaria e promuoviamo un rapporto più giusto con il vivente.
Scegliamo tecnologie comprensibili, sostenibili, aperte, riparabili e proporzionate ai bisogni reali. Privilegiamo open source, interoperabilità, diritto alla riparazione, usabilità, accessibilità e soluzioni che aumentino l’autonomia invece della dipendenza.
Difendiamo privacy, sicurezza, libertà di espressione, diritto alla disconnessione e uso critico del digitale. Rifiutiamo sorveglianza, dipendenza tecnologica, overload informativo e design manipolativo.
Promuoviamo processi decisionali partecipativi, relazioni professionali paritarie, trasparenza, responsabilità, canali sicuri di segnalazione e coerenza tra valori dichiarati e pratiche quotidiane.
Crediamo in un’organizzazione del lavoro che rispetti tempi di vita, cura, salute, famiglia e contesti locali. Sosteniamo comunità, territori, diritto all’abitare, scambi culturali paritari e modelli di sviluppo non estrattivi.