SRL IMPRESA SOCIALE

consulenza di comunicazione e management per il Terzo Settore

COME LAVORIAMO

O.R.I.E.N.T.A.™

Protocollo operativo del Funzionalismo Strategico per il Terzo Settore

O.R.I.E.N.T.A.™ è il protocollo operativo che traduce i principi del Funzionalismo Strategico™ nella pratica quotidiana della progettazione sociale e della comunicazione pubblica nel Terzo Settore.

Quando un’organizzazione sociale o un ente pubblico si trova ad avviare un servizio, gestire un bando o comunicare un’iniziativa alla cittadinanza, il rischio più frequente è partire dalla fine: si discute subito di strumenti visivi, loghi, brochure o campagne social prima di aver analizzato la reale struttura informativa e relazionale del progetto.

Il nostro approccio inverte radicalmente questa sequenza. Prima si chiarisce la funzione sociale e relazionale, poi si ricostruisce il sistema informativo, si eliminano gli ostacoli alla comprensione e solo al termine del processo si traduce l’architettura in una configurazione formale (grafica, web, video, testi).

Il nome del protocollo è l’acronimo di sette fasi operative e consequenziali destinate a guidare beneficiari, stakeholder e team di progetto all’interno della complessità tecnica e burocratica del Terzo Settore.

Le 7 Fasi Operative del

Protocollo O.R.I.E.N.T.A.™

O – Osservare la funzione reale

L’obiettivo:
Spostare l’attenzione dalla richiesta immediata dello strumento (es. “ci serve una brochure per il progetto”) al bisogno sociale e comportamentale reale che la genera.

Cosa facciamo in questa fase:
Nel Terzo Settore, la comunicazione non serve a riempire spazi, ma a rendere possibile un comportamento o l’esercizio di un diritto (accedere a uno sportello, iscriversi a un laboratorio di inclusione, accogliere un minore in affido). Insieme all’ente, ci poniamo le domande fondamentali: Quale azione concreta devono poter compiere i beneficiari? Quale decisione devono prendere? Qual è l’effettiva funzione di questo punto di contatto? Solo quando la funzione sociale è limpida, il progetto operativo ha inizio.

R – Ricostruire il sistema informativo

L’obiettivo:
Ricomporre la frammentazione burocratica e organizzativa dei dati di progetto in una mappa chiara e unitaria.

Cosa facciamo in questa fase:
Molto spesso le informazioni di un progetto sociale sono disperse tra capitolati d’appalto, allegati tecnici dei bandi, uffici amministrativi e coordinatori di rete. Per il cittadino o l’educatore sul campo, questa frammentazione genera disorientamento. Il nostro presidio tecnico-gestionale e quello comunicativo agiscono come cartografi: raccogliamo normative, requisiti di accesso, scadenze e procedure per disporli all’interno di un unico ecosistema informativo coerente, eliminando sovrapposizioni e vuoti di comunicazione tra i partner di rete.

I – Identificare i punti di attrito cognitivo

L’obiettivo:
Individuare ed eliminare ogni ostacolo interpretativo, relazionale o procedurale che impedisce al beneficiario di accedere al servizio o al donatore di comprendere il valore del progetto.

Cosa facciamo in questa fase:
L’attrito cognitivo è il momento esatto in cui una persona esita, si confonde o si sente inadeguata di fronte a una procedura (un modulo di iscrizione farraginoso, una pagina web caotica, un bando scritto in burocratese). Nel nostro metodo, se il cittadino non capisce, il fallimento è di chi ha progettato l’informazione. Mappiamo il percorso dell’utente (User Journey) per scovare le barriere simboliche o tecniche che rischiano di allontanare proprio le fasce più fragili della popolazione.

E – Esplicitare le gerarchie informative

L’obiettivo:
Organizzare i contenuti secondo un ordine di priorità logico, distinguendo ciò che è vitale per l’azione immediata da ciò che rappresenta un approfondimento tecnico.

Cosa facciamo in questa fase:
Nel Terzo Settore non tutte le informazioni hanno lo stesso peso per tutti gli interlocutori. Decidere cosa mettere in primo piano è una precisa decisione politica e relazionale. Strutturiamo l’architettura dei contenuti in modo gerarchico: le istruzioni operative per accedere a un servizio devono essere immediate e visibili a colpo d’occhio, mentre i riferimenti normativi, i dettagli di rendicontazione o la storia del consorzio vengono organizzati a livelli di navigazione più profondi.

N – Normalizzare il linguaggio

L’obiettivo:
Tradurre il rigore tecnico e giuridico dei bandi in un linguaggio chiaro, empatico e quotidiano, senza mai perdere precisione.

Cosa facciamo in questa fase:
Il linguaggio istituzionale e burocratico tende ad innalzare muri invisibili fatti di acronimi, riferimenti di legge e tecnicismi addetti ai lavori. Normalizzare non significa banalizzare o trattare il cittadino in modo infantile; significa costruire un ponte di rispetto e giustizia civica. Adattiamo il registro linguistico alle diverse Personas: ciò che per l’ente erogatore è il “potenziamento delle soft skills per il contrasto alla povertà educativa”, per le famiglie e i ragazzi diventa un percorso per “imparare a collaborare, risolvere i conflitti e stare bene a scuola”.

T – Tradurre in forma (Infrastruttura Visiva e Operativa)

L’obiettivo:
Dare veste visiva, digitale o multimediale al sistema informativo, trasformando la forma grafica in un’infrastruttura di orientamento.

Cosa facciamo in questa fase:
Solo giunti a questo sesto gradino apriamo la nostra “Cassetta degli Attrezzi” (web design, grafica accessibile, video storytelling, animazioni 2D, elearning, infografiche). La forma non nasce per abbellire o stupire con effetti decorativi, ma è dedotta direttamente dalla struttura elaborata nelle fasi precedenti. Un colore, un font, un’icona o la struttura di un modulo web diventano segnali stradali discreti ed essenziali, guidando l’utente alla soluzione del suo problema.

A – Analizzare l’impatto e la riduzione degli attriti

L’obiettivo:
Misurare l’efficacia del lavoro non attraverso le metriche vanitose dei social, ma valutando la facilità di accesso ai servizi e l’autonomia dei beneficiari.

Cosa facciamo in questa fase:
Nel nostro approccio al lavoro, l’impatto della comunicazione sociale coincide con la riduzione dell’attrito relazionale. Verifichiamo i risultati attraverso indicatori di orientamento concreti: Le richieste di chiarimento telefonico agli sportelli sono diminuite? Il numero di candidature o di accessi ai servizi è aumentato? I partner di rete compilano la modulistica senza errori? Se l’infrastruttura funziona, la comunicazione scompare per lasciare spazio al valore sociale generato sul territorio.

Il nostro approccio

L'anonimato come Garanzia di Qualità

O.R.I.E.N.T.A.™ dimostra che quando la comunicazione pubblica e il project management lavorano in sinergia per servire la funzione, il risultato più alto è la trasparenza. Come insegnava il maestro del design Wilhelm Wagenfeld, il traguardo supremo del progettista è raggiungere “l’anonimato della perfezione”: una forma così perfettamente allineata al bisogno delle persone da non richiedere alcuna fatica interpretativa.

Nel Terzo Settore, questo è il segno distintivo di un lavoro di successo: quando l’infrastruttura di progetto è costruita con rigore, la comunicazione smette di essere un megafono autoreferenziale e diventa un servizio pubblico democratico, silenzioso ed essenziale, che permette alla comunità di orientarsi, partecipare e crescere.

Contatti

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